QUESITI, RICHIESTE DI CHIARIMENTI E RISPOSTE – Fase 1

Concorso di Progettazione in due fasi - “Progetto di Riqualificazione e Valorizzazione dell’Area Archeologica e Antiquarium di Tindari (ME).

Richiesta quesito n° 1 – Prot. n° 0016284 del 28.09.2020


DOMANDA:

Spett.le Stazione Appaltante,

il disciplinare di gara del concorso di progettazione (di cui all’art. 154, comma 5, del d.lgs. 18 aprile 2016 n. 50 e ss.mm.ii.) per la redazione del progetto definitivo dell’area archeologica e dell’antiquarium di Tindari (Patti) prevede, all’art, 2, la realizzazione di opere di “Edilizia: E.13: Cultura, Vita Sociale, Sport, Culto” per un importo pari ad euro € 3.392.269,35.

Le aree interessate dall’intervento, tuttavia, come esplicitato in più parti del D.I.S.A., sono all’interno del sito archeologico soggetto a tutela ai sensi del d.lgs. 42/2004. Pertanto la tipologia di opere da realizzare non dovrebbe ricadere esclusivamente nella categoria “Edilizia: E.22: Interventi di manutenzione, restauro, risanamento conservativo, riqualificazione, su edifici e manufatti di interesse storico artistico soggetti a tutela ai sensi del d.lgs. 42/2004, oppure di particolare importanza”?

E’ effettivamente sufficiente dimostrare l’espletamento di servizi della categoria E.13 per € 3.392.269,35?

Se invece fosse necessario avere entrambi i requisiti, in che parte occorre dimostrare l’espletamento di servizi della categoria E.13 e in che parte della categoria E.22?

Grazie

Cordiali Saluti

 

RISPOSTA:

            Si chiarisce che, sebbene le aree interessate dall’intervento sono all’interno del sito archeologico, la quasi totalità della progettazione richiesta non riguarda manutenzione, restauro, risanamento conservativo, ecc…, bensì la progettazione ex novo di volumi edilizi da realizzare in sostituzione di quelli esistenti, in taluni casi precari come quelli a supporto delle attività teatrali che si svolgono nel Teatro Antico, altri in sostituzione di volumi edilizi contemporanei come l’Antiquarium di recente realizzazione ma insufficiente per capacità alla funzione che deve svolgere, altri destinati a spazi di lavoro per attività amministrative e tecniche insieme a nuove realizzazioni come il corpo servizi, il rinnovo degli impianti, l’ampliamento e la riqualificazione dei percorsi di visita attraverso l’inserimento di attrezzature tecnologiche avanzate. Completano l’intervento progettuale sulle parti esistenti, in misura molto minoritaria rispetto all’intero, la sostituzione delle coperture degli ambienti musivi e gli interventi nell’Insula IV, il tutto sostenuto dalla clausola di salvaguardia più volte prescritta nel “disciplinare di gara” ed evidenziata in calce al punto 12.1 dello stesso, concernente la supervisione durante l’iter progettuale delle scelte sia da parte della Stazione Appaltante che dall’Ente gestore rappresentato dal Parco Archeologico di Tindari, garantita dalla dichiarazione del concorrente, indicata al punto 4.2 del disciplinare di gara e sottoscritta nella “Dichiarazione d’Autore” (Mod. 5), di accettarne espressamente con la partecipazione al concorso le sue condizioni. La progettualità su aree soggette a tutela ai sensi D. Lgs. 42/2004 è garantita dalla norma sulle professionalità richieste, ai sensi dell’art. 52, comma 2, del R.D. 23.10.1925 n° 2537, prevista nel “disciplinare di gara” al punto 5.1, ultimo periodo, che comprende tra le figure professionali coinvolte oltre all’architetto anche la presenza dell’archeologo e di ingegneri, ognuno per le rispettive prescritte competenze. 

           Pertanto la scelta della classifica E.13, che si riferisce prevalentemente a opere edili che riguardano la “tipologia cultura” di nuova edificazione, predispone a garantire la massima partecipazione di aspiranti e quindi la concorrenza (favor partecipationis). Alternativamente la previsione della sola classificazione E.22, in luogo di E.13, avrebbe certamente reso impossibile la partecipazione di un numero maggiore di concorrenti, per la particolare specializzazione che tale classificazione ne rappresenta.        

            La previsione aggiuntiva nel disciplinare di gara oltre alla classifica E.13 anche della classifica E.22, quale categoria d’intervento consona per “Destinazione Funzionale”, preserva il requisito eventualmente posseduto da quell'eventuale minimo sparuto numero di concorrenti aventi solo tale classifica specialistica a partecipare alla gara in questione, quindi scelta estensiva e non esclusiva.

            Oltremodo la scissione delle preponderanti opere edili di nuova edificazione da quelle minoritarie di restauro, se quest’ultime fossero confermate nella scelta progettuale aggiudicataria, le stesse ad oggi non potrebbero essere quantificabili per una corretta, seppur minima, valutazione della commisurazione del corrispettivo da esse nascenti, in quanto ciò potrebbe verificarsi solo a seguito del monitoraggio confermativo delle condizioni di precarietà dei manufatti dopo l’avvio dei lavori afferenti al progetto definitivo aggiudicatario del concorso di progettazione da porre a base di gara. In tale ipotesi l’impresa esecutrice, ovviamente, dovrà possedere tutti i requisiti previsti dalla normativa, i quali dovranno essere indicati nel progetto esecutivo da redigersi successivamente in corso d’opera nell’appalto congiunto.

            Pertanto l’indicazione nel disciplinare di gara dell’espletamento dei servizi con la formula “e/o” tende ad includere entrambe le categorie, se possedute congiuntamente o singolarmente, senza limiti minimi di importo per ciascuna categoria all’interno del valore complessivo richiesto.

(Inserito in data 01.10.2020)



Richiesta quesito n° 2 – Prot. n° 0016524 del 30.09.2020

1.       DOMANDA: In riferimento al punto “5.1 - SVOLGIMENTO DELL'INCARICO“ del Disciplinare, si richiede: “Per lo svolgimento dell’incarico in oggetto si ritiene opportuno che il personale tecnico sia almeno di n. 4 unità, unità, di cui n. 1 architetto, che dovrà curare e sottoscrivere il progetto di restauro ai sensi dell’art.52 del R.D. 23.10.1925; n° 1 archeologo; n. 1 ingegnere, che dovrà curare e sottoscrivere l’aspetto strutturale e n. 1 ingegnere che dovrà curare e sottoscrivere l’aspetto impiantistico”, mentre al punto “7 - REQUISITI DI CAPACITA’ TECNICA E PROFESSIONALE RICHIESTI” lettera d) si richiede: “per i professionisti singoli o associati, avere un numero di unità minime di tecnici, pari a 2, da raggiungere anche mediante la costituzione di un raggruppamento temporaneo di professionisti.” Si chiede per cui, di fare chiarimento in merito al numero minimo di professionisti ed alla qualifica degli stessi.

RISPOSTA: Le quattro tipologie di professionisti richieste sono indispensabili per la sottoscrizione delle proposte progettuali, ognuno per la rispettiva competenza. Invece il requisito per i soggetti organizzati in forma societaria in misura non inferiore a 2 unità si configurerebbe nel caso in cui più tipologie confluiscano nello stesso soggetto. Ad esempio al laureato ed abilitato sia in ingegneria che in architettura che firma il progetto per entrambe le tipologie, ove richieda di riunire in capo a se le tre tipologie tecniche richieste (architettura, strutture e impianti), non è consentita tale formulazione perché necessita la presenza nel raggruppamento di almeno due tecnici (Ingegnere e Architetto) che possano svolgere le tipologie richieste. La presenza di un archeologo non è inclusa nel conteggio minimo n. di 2 tecnici tra i soggetti organizzati in forma societaria, in quanto trattasi di umanista specializzato in Archeologia, ma che comunque può fare parte del raggruppamento oltre ai due tecnici prescritti.

 

2.       DOMANDA: In riferimento al punto “5.1 - SVOLGIMENTO DELL'INCARICO“ del Disciplinare, si chiede, come previsto dalla norma di poter scegliere lo specialista impiantista indifferentemente tra un ingegnere o un architetto.

RISPOSTA: Il professionista impiantista scelto dimostrerà il possesso del requisito, attraverso l’avvenuto espletamento desunto dagli incarichi svolti, con la certificazione di cui al punto 7 lettera b) del Disciplinare di Gara.

 

3.       DOMANDA: In riferimento al punto “9.3 - COMMISSIONE E APERTURA PLICHI E BUSTE - FASE 1” si chiede se il numero pari dei commissari non possa essere un problema circa la valutazione delle proposte, potendo portare ad uno stallo del giudizio o a più progetto ex equo. Si chiede per cui, di valutare la nomina di commissari in numero dispari, come da prassi.

RISPOSTA: Al punto 9.3 è sottolineata la parola non inferiore alle quattro tipologie professionali indicate, in quanto la Commissione Giudicatrice che valuterà le proposte progettuali in seduta riservata è sicuramente di numero dispari (Architetto, Ingegnere e Archeologo). Mentre la Commissione di Gara è accompagnata dalla Presenza della quarta tipologia professionale, un Avvocato, con la figura di Presidente (che non ha potere di voto sulle proposte progettuali presentate, ne parteciperà alle sedute riservate) il quale coordinerà le sedute pubbliche e valuterà i requisiti della documentazione amministrativa. Ove il numero sia superiore a 4, verrà sempre garantita la composizione del numero dispari di commissari della commissione riservata.

 

4.       DOMANDA: Non essendo ancora stata nominata la commissione di valutazione del concorso, si chiede se al momento della firma della Dichiarazioni di assenza di cause di incompatibilità e conflitto d’interessi i commissari verranno edotti dei nominativi degli operatori partecipanti, o se le Dichiarazioni verranno firmate in bianco, mettendo a rischio di annullamento l’intera procedura. Oppure, si ha intenzione di nominare la commissione prima della scadenza delle consegne degli elaborati di concorso facendo acquisire le predette e Dichiarazioni in responsabilità agli operatori economici?

RISPOSTA: I commissari saranno individuati all’interno del personale dell’Amministrazione Regionale. La nomina della commissione e la pubblicazione dei suoi nominativi avverrà nel sito di riferimento del concorso nella giornata del 17 Novembre p.v. nella sezione “Calendario del concorso” in prossimità delle ore 13.45, allorquando il termine ultimo di consegna dei plichi contenenti le proposte progettuali è già trascorso, essendo lo stesso imposto alle ore 13.00 della stessa giornata. Tale scelta è stata effettuata per evitare di mettere preliminarmente a conoscenza dei concorrenti i nominativi che comporranno la commissione, evitando così qualunque potenziale influenza diretta o indiretta nei confronti dei suoi membri, in aderenza a quanto indicato nel primo capoverso del punto 9.3 del Disciplinare di Gara. Ove il quesito posto si riferisse precisamente alla dichiarazione inclusa tra quelle indicate nel modulo di cui all’art. 80 del D. Lgs. n. 50/2016 e ss. mm.ii., laddove viene richiamato il potenziale conflitto di interesse che si potesse riscontrare ai sensi dell’art. 42, comma 2 del D. Lgs. 50/2016 e ss.mm.ii., il concorrente potrà valutare preliminarmente la conoscibilità dei soggetti appartenenti all’Amministrazione Regionale dei Beni Culturali e Identità Siciliana relativo al territorio della Provincia di Messina e dei dipendenti dell’U.R.E.G.A. di Messina, resi pubblici sui relativi siti di riferimento, in aderenza a quanto indicato al punto 4.3 del Disciplinare di Gara. Invece ove il quesito si riferisse ad eventuali dichiarazioni da parte della Commissione, le stesse verranno rese nei Verbali di seduta pubblica preventivamente all’apertura dei plichi. Quindi il riferimento alla conoscibilità dei nominativi dei partecipanti da parte delle Commissioni Giudicatrice e di Gara sarà possibile solo dopo l’apertura della busta B, che verrà aperta successivamente alla formalizzazione della graduatoria di merito provvisoria resa in forma anonima dalla Commissione Giudicatrice attraverso i codici alfanumerici indicati dai partecipanti, attribuendo successivamente la corrispondenza dei relativi nominativi indicati dalla busta citata da parte della Commissione di Gara.

 

5.       DOMANDA: In riferimento al punto “12.1.1 OBIETTIVI SPECIFICI DEL PROGETTO” quante vetrine per i reperti archeologici sono previste?

RISPOSTA: Nelle sale III, IV, V dell’attuale Antiquarium sono presenti 15 vetrine con tre ripiani ciascuno (vd. Guida Archeologica p. 72, fig. 1) cui si affiancano, nelle sale I e II, pedane e supporti di varie dimensioni per l’esposizione di elementi architettonici, statue ed epigrafi.  Il nuovo allestimento prevede di implementare il numero dei reperti archeologici esponendo materiali rinvenuti degli scavi condotti negli ultimi anni. Pertanto, il numero delle vetrine dovrà essere incrementato e la loro distribuzione sarà funzione della planimetria del realizzando Antiquarium e dal successivo piano di allestimento dei nuovi spazi espositivi.

 

6.       DOMANDA: In riferimento al punto “12.1.1 OBIETTIVI SPECIFICI DEL PROGETTO”, sarebbe possibile avere l’elenco (dimensioni, foto e didascalie) dei reperti che devono essere esposti?

RISPOSTA: Attualmente sono esposti circa mille reperti provenienti da vari contesti (urbani, funerari, ecc.), dodici statue di varie dimensioni, una quindicina di epigrafi di varie dimensioni, alcuni elementi architettonici (capitelli, rilievi, ecc.). Come esposto al punto 5, il numero definitivo dei reperti dipenderà dal piano scientifico che, tenendo conto dell’ampliamento dello spazio espositivo del nuovo Antiquarium, elaborerà un nuovo allestimento in base al quale potrebbe essere modificato il numero e la disposizione della maggior parte dei reperti attualmente esposti, ai quali sarà aggiunto altro materiale archeologico, presente in magazzino, proveniente da nuovi e vecchi scavi. I materiali da esporre in vetrina dovranno essere valorizzati con adeguati supporti (la maggior parte dei reperti esposti ne è già provvisto), mentre gli elementi architettonici e statuari, le epigrafi e altri materiali esposti all’esterno dovranno essere dotati rispettivamente di pedane e/o supporti esterni. Pertanto, sia il numero sia la disposizione che la scelta dei materiali da esporre non può essere al momento indicata.

 

7.       DOMANDA: In riferimento al punto “12.1.1 OBIETTIVI SPECIFICI DEL PROGETTO”, quanti metri quadrati devono essere destinati ad uffici? Quanto personale per gli uffici deve essere previsto? Quante stanze ad ufficio devono essere previste?

RISPOSTA: I locali degli uffici sono previsti nell’edificio che attualmente ospita i depositi e alcuni ambienti occupati dal corpo di guardia (All. 7, n. 2). Tuttavia possono essere previsti alcuni ambienti adibiti a ufficio anche nel Corpo servizi. Dall’organigramma della struttura che deve gestire il parco archeologico è previsto: un ufficio destinato al Dirigente preposto alla struttura e da n° 2 Unità Operative di Base con a capo due Dirigenti. L’organico attuale è composto da n° 40 persone, sicuramente in aumento in prossimo futuro non determinabile in questa fase, di cui attualmente circa n° 10 persone addetti agli uffici. Non è richiesta una determinata superficie da destinare ad uffici, in merito si lascia libertà di scelta progettuale, tenendo conto di considerare un numero di ambienti, aventi i requisiti di legge, sicuramente superiore a n° 3 stanze quest’ultime destinate ai Dirigenti oltre quelle da destinare ad uffici.

 

8.       DOMANDA: È obbligatoria la presenza in raggruppamento di un archeologo?

RISPOSTA: Per i raggruppamenti vale quanto chiarito al quesito 1. Comunque è indispensabile la presenza di un archeologo che sottoscrive il progetto per la parte di sua competenza.

 

9.       DOMANDA: Data la vicinanza di tutti i volumi richiesti, ad esclusione del volume per i servizi, sarebbe possibile accorpare le funzioni in un unico edificio, per ottimizzare i consumi energetici e razionalizzare i servizi ed i flussi?

RISPOSTA: L’Antiquarium è, per sua natura, una struttura finalizzata all’esposizione di materiale archeologico e, pertanto, deve rimanere indipendente dal resto dei volumi. Inoltre esistono dei volumi che dovranno essere riqualificati e rifunzionalizzati (all. 7); è previsto che il prefabbricato indicato col n. 9 nell’All. 7 dovrà essere rimosso e la sua funzione sarà trasferita al deposito esistente ad ovest del corpo servizi (all. 9, n. 9). Un edificio unico che accorpasse, infatti, tutte le funzioni avrebbe una superficie e un volume così estesi da risultare troppo invasivo e poco compatibile con il decoro e il contesto del sito archeologico. Inoltre, la sua realizzazione aumenterebbe il rischio connesso al rinvenimento di evidenze archeologiche durante gli scavi che ritarderebbero l’opera e potrebbero, addirittura, comprometterne la realizzazione.

 

10.   DOMANDA: La forma romboidale dell’edificio per servizi è vincolante, come da grafici allegati, oppure è configurabile a discrezione del progettista?

RISPOSTA: La forma romboidale è indicativa dell’area individuata per la realizzazione del corpo servizi, pertanto la forma dell’edificio è configurabile a discrezione del progettista.

 

11.   DOMANDA: In riferimento all’Allegato 5, le sezioni disegnate possono essere fornite in file editabile .dwg?

RISPOSTA: In questo momento non si è in condizione di fornire quanto richiesto, in quanto la Stazione Appaltante non era originariamente in possesso dei file dwg, non essendo esecutrice dei rilievi, ma avrebbe solo il possesso dei pdf visualizzati nelle tavole unitamente ad altre sezioni sempre in pdf, che verranno messe a disposizione successivamente, a breve, appena verranno recuperati e di cui si darà relativa comunicazione sempre in questa sezione. Altresì ci stiamo attivando ad acquisire altri dwg, non di nostra proprietà, di cui si è avuto notizia successivamente alla pubblicazione del bando potenzialmente disponibili, di due diverse sezioni e di altra documentazione informatica che si riuscirà ad ottenere e fornire, la quale verrà sempre inserita in questa sezione appena in possesso.

 

12.   DOMANDA: In riferimento all’Allegato 2, le foto possono essere fornite in alta risoluzione?

RISPOSTA: Le foto richieste sono presenti nel link posto in calce dopo l’ultima risposta del presente gruppo di risposte.

 

13.   DOMANDA: Dati i tanti vincoli esistenti nell’area di concorso si chiede se è possibile rimuovere o spostare le alberature esistenti. A tal fine, si richiede il disegno editabile in formato .dwg delle alberature presenti in situ.

RISPOSTA: Sì, è possibile rimuovere e spostare alcune alberature. Non esiste un disegno editabile delle alberature presenti nel sito.

 

14.   DOMANDA: In riferimento all’Allegato 4, a cosa corrisponde la campitura colore rosso?

RIOSPOSTA: Per i riferimenti cromatici si rinvia alla legenda posta nella parte bassa della tavola n. 4.

 

15.   DOMANDA: In riferimento ai disegni allegati al concorso, sarebbe possibile ricevere sezioni e piante quotate altimetricamente, al fine di comprendere al meglio il sistema orografico?

RISPOSTA: Le piante quotate in possesso di questa Soprintendenza corrispondono a quelle indicate con all. 3 e 4. Per ulteriori approfondimenti è possibile effettuare rilievi di dettaglio in sito, sempre nel rispetto delle emergenze archeologiche presenti.

 

16.   DOMANDA: Sono previste aree a parcheggio? Se si, in che numero e superficie? Per quale tipologia di veicoli?

RISPOSTA: Il sito archeologico non ha un’area di pertinenza da destinare a parcheggio. Il sito archeologico è situato su un’altura a cui si giunge attraverso la diramazione di circa 1 km. dalla S.S. 113, in località “Locanda”. In tale località è presente un’ampia area di sosta collegata con la sommità dell’altura da un frequente servizio bus navetta.


17.   DOMANDA: In riferimento all’Allegato 3, a cosa si riferisce la lettera F?

RISPOSTA: Non essendoci un riscontro relativo in legenda, tale lettera deve essere considerata un refuso. Tale area non è oggetto d’intervento.

 

18.   DOMANDA: In riferimento all’Allegato 4, perché il deposito attrezzi teatro non è campito? Forse non rientra tra le aree oggetto di intervento? È un refuso?

RISPOSTA: Si, è un refuso. Andava indicato nella numerazione. E’ oggetto anch’esso di spostamento insieme agli altri volumi edilizi.

 

19.   DOMANDA: Lo stesso edificio viene identificato con nomi differenti nell’Allegato 5 e nell’Allegato 7; prima col nome di biglietteria, poi con quello di servizi igienici. Le due funzioni sono presenti nello stesso volume oppure c’è un refuso?

RISPOSTA: Non è un refuso. L’edificio identificato nell’All. 5 come biglietteria, attualmente svolge questa funzione. Nell’all. 7 si propone di riqualificarlo come locale adibito ai servizi igienici.

 

20.   DOMANDA: In riferimento all’Allegato 9, il deposito attrezzature teatro sembra essere troppo distante dal Teatro stesso. Questa superficie è ulteriore a quella del precedente attiguo deposito. Sarebbe possibile accorpare i due depositi in uno? Oppure c’è stato un refuso e detto deposito non deve essere considerato oggetto del concorso?

RISPOSTA: Non è un refuso. Si prevede di realizzare un unico deposito per contenere le attrezzature teatrali, a distanza di rispetto dal Teatro, riqualificando e ampliando il deposito attrezzature attualmente esistente nell’area indicata nell’all. 9, n. 9 accorpando in questo locale l’altro deposito prefabbricato presente nell’all. 7, n. 9 di cui si prevede lo smontaggio e la dismissione.

 

21.   DOMANDA: Attualmente da che via si accede al teatro per gli eventi che vi si svolgono?

RISPOSTA: Attualmente, in occasione degli eventi, per accedere alla cavea del Teatro, si utilizza il cancello lungo la via Teatro Greco, a sud della cavea, poco distante dalla biglietteria del sito archeologico (vd. Allegato Pianta del Teatro con le vie di fuga realizzata per i Vigili del Fuoco). Invece, per raggiungere le sedute montate nell’orchestra, si accede dall’entrata del sito archeologico. In funzione della nuova progettazione, il dislocamento degli ingressi potrà essere rivisto.

 

22.   DOMANDA: Il teatro deve avere esclusivo accesso dalla parte bassa dell’area archeologica o deve avere un accesso dalla strada a monte?

RISPOSTA: Si rimanda al punto 21.

 

23.   DOMANDA: In riferimento alla guida dell’area archeologica allegata, sarebbe possibile avere un documento in alta definizione in modo da poter avere delle immagini nitide dei reperti e dei disegni?

RISPOSTA: Non si dispone di una versione in alta definizione della guida archeologica di Tindari. Tuttavia la guida potrebbe essere recuperabile nelle Biblioteche Regionali di Messina, Catania e Centrale di Palermo oltre alle Biblioteche Centrali Nazionali, con la seguente classifica: 937.8 CDD-21 SBN Pal0202006.

 

24.   DOMANDA: In riferimento all’intera area archeologica, si potrebbe elencare numero e attitudini di tutti gli operatori presenti attivi ad oggi e previsti in futuro?

RISPOSTA: Ove il quesito si riferisse a operatori esterni all’amministrazione, non è possibile rispondere allo stesso, in quanto lo sviluppo delle attività socio-economiche è di pertinenza del Comune di Patti che cura lo sviluppo del territorio. Ad oggi sono presenti le seguenti attività: ecclesiastica, ristorazione, extralberghiera, Ufficio Postale, vendita souvenir da parte privata ed ecclesiastica. Mentre se il quesito si riferisce ad operatori=dipendenti del Sito archeologico, si rimanda alla risposta del quesito n. 7.

 

25.   DOMANDA: Sarebbe possibile sapere quanti spettatori dovrebbe ospitare la sala conferenze? Sarebbe possibile aumentare l’altezza della sala per consentire un migliore livello di visuale ed acustica, mantenendo comunque l’altezza totale dell’edificio rispetto agli interpiani richiesti?

RISPOSTA: La sala conferenze dovrebbe ospitare un centinaio di persone. Le altezze progettuali consentite dovranno essere realizzate nel rispetto dei parametri previsti dalle norme in vigore.

 

26.   DOMANDA: In riferimento al punto “12.1.1 OBIETTIVI SPECIFICI DEL PROGETTO” lettera e), le altezze a cui si fa riferimento sono quelle nette interne oppure le altezze finite comprese di spessore del solaio?

RISPOSTA: Le altezze a cui si fa riferimento al punto “12.1.1 Obiettivi specifici del Progetto” lettera e) sono quelle nette interne.

 

27.   DOMANDA: In riferimento al punto “12.1.1 OBIETTIVI SPECIFICI DEL PROGETTO” lettera e), le dimensioni planimetriche sono al netto o al lordo delle murature perimetrali?

RISPOSTA: Le dimensioni planimetriche a cui si fa riferimento al punto “12.1.1 Obiettivi specifici del Progetto” sono al netto delle murature perimetrali.

(Inserito in data 08.10.2020)

"Per gentile concessione del Prof. Giovanni Minutoli, del Prof. Riccardo Rudiero, dell’Arch. Giorgio Ghelfi e del Sig. Gianluca Fenili. E' vietata la diffusione senza il consenso dell'autore".

(Inserito in data 13.10.2020)


Richiesta quesito n° 3 – Prot. n°0016833 del 05.10.2020

DOMANDA: Buonasera sono un Architetto abilitato ma non più iscritto all’Ordina degli Architetti in Italia perché residente in Svizzera (lo sono stato fino al mio trasferimento qui). L’iscrizione all’Albo è requisito necessario per la partecipazione al Concorso oppure no? Grazie e Buon Lavoro.

RISPOSTA: Si. Il suo caso è regolamentato dall’Accordo del 21 giugno 1999 sulla libera circolazione delle persone. In virtù di questo accordo i cittadini dell’UE/dell’AELS possono ottenere nella confederazione Svizzera il riconoscimento delle loro qualifiche professionali se nel loro Paese di origine sono pienamente qualificati per esercitare la professione. Infatti gli architetti che adempiono ai requisiti di cui alla direttiva 2005/36/CE per il riconoscimento automatico, come il caso descritto, possono rivolgersi alla SEFRI (Segreteria di Stato per la Formazione, la Ricerca e l’Innovazione) che mediante lettera certifica il loro diritto al riconoscimento automatico del diploma di laurea e all’iscrizione automatica nei registri dei Cantoni in cui l’attività è regolamentata (MPQ nel Cantone di Ginevra, CAMAC nel Cantone di Vaud, OTIA nel Cantone Ticino, ecc.) e quindi dimostrare di appartenere ad un ordine professionale di riferimento. La lettera della SEFRI può essere presentata in caso di partecipazione a bandi di concorso.

(Inserito in data 13.10.2020)


Richiesta quesito n° 4 – Prot. n° 0016857 del 05.10.2020

DOMANDA: Buongiorno, in relazione al bando di concorso “Per la redazione del Progetto Definitivo per l’aspetto architettonico con approfondimento pari ad un progetto di fattibilità tecnica ed economica per la parte strutturale e impiantistica, relativamente all’intervento dei “Lavori di riqualificazione e valorizzazione dell’area archeologica e dell’Antiquarium di Tindari (Patti)” CUP: G41B16000190006) Caronte (SI_I_18168) SIOPE (U.2.02.01.10.999) CIG (843122ED5); in particolare ai punti 7a) e7b) del disciplinare, relativamente ai requisiti di capacità tecnica e professionale richiesti per la partecipazione, si chiede:

1) se siano spendibili anche i requisiti maturati, per il periodo indicato, certificati dalle stazioni appaltanti come classe e categoria Id di cui alla legge 143/1949, secondo la tabella di equivalenza indicata nella tabella z-1 del DM 17 giugno 2016 per l’ID opere E13;

2) se, viste le Linee Guida ANAC n. 1(delibera n. 973 del 14/09/2016 e 21/02/2018) che testualmente recita: “Ai fini della qualificazione, nell’ambito della stessa categoria edilizia, le attività svolte per opere analoghe a quelle oggetto dei servizi da affidare (non necessariamente di identica destinazione funzionale)sono da ritenersi idonee a comprovare i requisiti quando il grado di complessità pari a quelle della categoria E13 richiesta (1,20) come, ad esempio, la categoria E19, siano anch’essi spendibili per la partecipazione al concorso di cui trattasi.

RISPOSTA: In relazione al punto 1) del quesito si afferma che, come da norma, sono riconosciute le opere riferite alla categoria “Id”di cui alla legge 143/1949 con l’“ID opere E13”, secondo la tabella di corrispondenza indicata nella tabella z-1 del DM 17 giugno 2016 sempre nel rispetto della destinazione funzionale di riferimento cioè, in genere, “tutti gli edifici di rilevante importanza tecnica ed architettonica” contemplati tra le corrispondenti categorie citate. In relazione al punto 2)del quesito posto non può essere riconosciuta l’equivalenza della “ID Opera E.19” con l ”ID Opera E.13”in quanto sebbene appartenenti alla stessa categoria il loro confronto sul contenuto oggettivo della prestazione professionale richiesta è “dissonante”,stante che l’“ID Opera E.19”è orientata a progettazioni di aree urbane, mentre l’areada riqualificare e valorizzare è un sito archeologico.Il risultato di tale confronto discende dallametodologia di comparazione delle opere da richiedere al professionista in sede di bando, attraverso la scelta dell’idonea Classe (ID Opera) in funzione dell’ ”identificazione delle opere”, quale requisito di partecipazione, nella cui metodologia deve prevalereil “contenuto oggettivo della prestazione professionale svolta”,così come richiamato dal comma 3 del quinto paragrafo delle linee guida invocate.

(Inserito in data 13.10.2020)


Richiesta quesito n° 5 – Prot. n° 0016957 del 06.10.2020

DOMANDA: Salve sono una studentessa di architettura, le scrivo in merito al concorso di riqualificazione e valorizzazione dell’area archeologica e dell’Antiquarium di Tindari, vorrei sapere se è possibile avere maggiori foto dell’area di intervento, in particolare dell’attuale spazio espositivo dell’Antiquarium. Inoltre vorrei chiederle dove è possibile trovare la cartografia con le curve di livello dell’area oggetto dell’intervento. Grazie. In attesa di un suo riscontro le orgo cordiali saluti.

RISPOSTA:Così come prescritto dal punto 4 del “Disciplinare di Gara” il concorso è riservato a liberi professionisti, che devono essere abilitati ed iscritti al relativo ordine professionale.

(Inserito in data 13.10.2020)


Richiesta quesito n° 6 – Prot. n° 0017036 del 06.10.2020

DOMANDA: Buongiorno, in allegato quanto in oggetto. ……richiesta di chiarimenti”

RISPOSTA: Il presente quesito è composto da n° 32 domande di cui n° 27 sono le stesse a cui si è risposto nella Richiesta n° 2 prot. n° 0016524 del 30.09.2020, a cui si rimanda per le relative risposte. Di seguito le risposte alle restanti n° 5 domande:

28.   DOMANDA: Si deve eseguire una relazione di progetto nella prima fase? In che formato? In che numero di pagine?

RISPOSTA: No. E’ prevista solo per la Fase 2. Qualunque elaborato aggiuntivo oltre a quelli richiesti al punto 9.1.3 del Disciplinare di Gara, non sarà oggetto di valutazione da parte della Commissione Giudicatrice e sarà sigillato dalla Commissione di Gara.

29.   DOMANDA: E’ possibile unire l’edificio dell’antiquarium con l’edificio per gli uffici?

RISPOSTA:L’Antiquarium è, per sua natura, una struttura finalizzata all’esposizione di materiale archeologico e, pertanto, deve rimanere indipendente dal resto dei volumi. Un edificio che accorpasse le funzioni dell’Antiquarium con l’edificio per gli Uffici avrebbe una superficie e un volume così estesi da risultare troppo invasivo e poco compatibile con il decoro e il contesto del sito archeologico. Inoltre, la sua realizzazione, in un’area sicuramente interessata da strutture archeologiche, aumenterebbe il rischio connesso al rinvenimento di evidenze archeologiche durante gli scavi che ritarderebbero l’opera e potrebbero, addirittura, comprometterne la realizzazione.

30.   DOMANDA:E’ obbligatorio includere la figura dell’Archeologo sin dall’inizio?

RISPOSTA: Si, così come chiarito ai punti 1 e 8 della Richiesta n° 2prot. n° 0016524 del 30.09.2020. Il nominativo deve essere indicato nelle Busta B e C del punto 9.1.3 del Disciplinare di Gara.

31.   DOMANDA: Ai cinque finalisti verrà erogato un certificato di buona esecuzione relativo al progetto di fattibilità tecnico-economica eseguita per il concorso?

RISPOSTA:No. E’ previsto un premio. Comunque il premio verrà liquidato a seguito di stipula di obbligazione giuridica che può dimostrarne il requisito conseguito.

32.   DOMANDA: Sono presenti della metrature di riferimento per le funzioni richieste nell’antiquarium, negli uffici e per i servizi?

RISPOSTA:Si rimanda alla risposta n° 7 della Richiesta n° 2 prot. n° 0016524 del 30.09.2020.

(Inserito in data 13.10.2020)


Richiesta quesito n° 7 – Prot. n° 0017075 del 07.10.2020

DOMANDA: Spett.le Stazione Appaltante, scrivo per rivolgere i seguenti quesiti:

1a. Riguardo la localizzazione dei servizi previsti dal programma funzionale: la scelta della localizzazione dei servizi previsti (dall’antiquarium ai servizi annessi) spetta al progettista oppure bisogna attenersi all’indicazione riportata dal disciplinare che individua come unica area edificabile quella a sud dell’anfiteatro?

1b.Visto che è possibile progettare manufatti reversibili è possibile localizzarli anche al di fuori dell’area a sud dell’anfiteatro definita come “edificabile”?

2. Riguardo la quantificazione dei servizi previsti dal programma funzionale: è possibile avere un programma dettagliato delle funzioni da prevedere dove siano specificate le quantità da assolvere o il numero di utenti da prevedere (al fine di un predimensionamento) oppure anche questa scelta è completamente a discrezione del concorrente?

3. E’ possibile avere un disegno che riporti il perimetro dell’area archeologica?

4. E’ possibile avere ulteriori indicazioni sull’area, soprattutto per quanto riguarda i manufatti esistenti (quote, etc.)?

Grazie dell’attenzione

RISPOSTA:

Punto 1a: No, bisogna attenersi all’indicazione riportata dal disciplinare. Si precisa che l’orientamento planimetrico indicato: l’area “edificabile” è ad nord-ovest, non a sud del Teatro;

Punto 1b:No. L’area definita edificabile, è stata individuata a nord-ovest del Teatro, in una zona a basso rischio archeologico.

Punto 2: Si rimanda alla risposta n° 7 della Richiesta n° 2 prot. n° 0016524 del 30.09.2020;

Punto 3: I disegni allegati al D.I.S.A. delimitano l’area archeologica con il tratteggio che coincide con le linea delle mura della città antica. Laddove la delimitazione èespressa con linea continua, le mura sono affiornati. Altresì l’individuazione dello stralcio delle tavole urbanistiche nel D.I.S.A. individuano anche urbanisticamente l’area archeologica.

Punto 4: tutto il materiale in possesso è stato pubblicato nella sezione Documenti del Concorso, ed oggettivamente si ritiene sufficiente.

(Inserito in data 13.10.2020)


Richiesta quesito n° 8 – Prot. n° 0017077 del 07.10.2020

DOMANDA: Spett.le Stazione Appaltante, in merito al disciplinare di gara del concorso di progettazione per l’area archeologica e l’antiquarium di Tindari (Patti), per quanto riguarda i “requisiti di capacità tecnica e professionale” di cui al punto 7, chiedo se la lettera a) – relativa ai suddetti servizi di ingegneria e architettura quantificabili globalmente come 1 volta l’importo dei lavori – e la lettera b) – relativa ai suddetti servizi considerati come 0,10 l’importo dei lavori sono da considerarsi “entrambe” come essenziali per la partecipazione, oppure è sufficiente la lettera b. Inoltre, chiedo se tali servizi possono riguardare solamente la progettazione e non la realizzazione delle opere riferite alla tipologia indicata dal bando. Cordiali saluti.

RISPOSTA: No, non è sufficiente il solo requisito di cuialla lettera b, sono da considerarsi entrambi i requisiti richiesti dalle lettere a) e b). Infatti come riportato dal Punto 7 del Disciplinare di Gara:“I soggetti partecipanti devono essere in possesso dei seguenti requisiti minimi, pena l’esclusione dalla gara:”. Riguardo alla seconda parte della domanda: Si, i servizi svolti possono riguardare solamente la progettazione, purché regolarmente eseguita e certificata, così come indicato dalla lettera b) del punto 16 del Disciplinare di Gara.

 

(Inserito in data 13.10.2020)


Richiesta quesito n° 9 – Prot. n° 0017080 del 07.10.2020

DOMANDA: Il Disciplinare di gara indica la categoria E.13, grado di complessità 1,20, per l'individuazione delle opere oggetto delle prestazioni oggetto di affidamento.

In alternativa è possibile far valere la categoria E.22, grado di complessità 1,55.

Si prega di confermare che, in maniera analoga, la categoria E.13 può essere sostituita in tutto o in parte, oltre che dalla E.22, da tutte le categorie "edilizia" di complessità pari o superiore a 1,20 come previsto dalle Linee Guida ANAC n. 1, di attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, "Indirizzi generali sull'affidamento dei servizi attinenti all'architettura e all'ingegneria" di cui si riporta uno stralcio del punto 1 paragrafo V riguardante le classi, le categorie e tariffe professionali:

Ai fini della qualificazione, nell'ambito della stessa categoria edilizia, le attività svolte per opere analoghe a quelle oggetto dei servizi da affidare (non necessariamente di identica destinazione funzionate) sono da ritenersi idonee a comprovare i requisiti quando il grado di complessità sia almeno pari a quello dei servizi da affidare. Esemplificando, l'aver svolto servizi tecnici per la realizzazione di ospedali (E.10), caratterizzati dal grado di complessità pari a 1,20, può ritenersi idoneo a comprovare requisiti per servizi tecnici caratterizzati da pari complessità, quali quelli per la realizzazione di tribunali (E.16), o da minore complessità, quali quelli per la realizzazione di scuole (E.09 con grado di complessità pari a 1,15). Tale criterio è confermato dall'art. 8 del d.m. 17 giugno 2016, ove afferma che “gradi di complessità maggiore qualificano anche opere di complessità inferiore all'interno della stessa categoria d'opera". Le considerazionidi cui sopra sono sempre applicabili alle opere inquadrabili nelle attuali categorie “edilizia”, “strutture”, "infrastrutture per la mobilità"; per le opere inquadrabili nelle altre categorie appare necessaria una valutazione specifica, in quanto nell’ambito della medesima categoria convivono destinazioni funzionali caratterizzate da diverse specificità; a titolo esemplificativo, l’aver espletato servizi per la realizzazione di impianti elettrici non appare idoneo a qualificare il progettista per la realizzazione di impianti termoelettrici, sebbene questi ultimi siano caratterizzati da minore grado di complessità nella tabella Z-1, come dimostrano i riferimenti, nella stessa tabella, alle classi e categorie di cui alla l. 143/1949.

Ringraziando si porgono cordiali saluti.

RISPOSTA:No, la categoria E.13 non può essere sostituita in tutto o in parte dalle altre categorie di "Edilizia", a prescindere dal grado di complessità.Risposta aderente al presente quesito è stata data alla Richiesta n° 4 prot. n° 0016857 del 05.10.2020, a cui si rimanda. Oltremodo, la scelta dell’“ID Opere E.13” risulta consona per il suo contenuto oggettivo della prestazione professionale da svolgere, in quanto trattasi di opere edili che riguardano la “tipologia cultura” di nuova edificazione, mentre l’ “ID Opere E.22” risulta consona per sensibilità progettuale aderente ai luoghi.In quanto a giudizio della Stazione Appaltante tali classi garantiscono la specificità richiesta dal luogo dove si deve esercitare l’attività progettuale,essendo l’area d’intervento soggetta alle disposizioni del D.Lgs. 42/2004 e ss.mm.ii.,laddove le professionalità operanti vengono ammesse se offrono le garanzie contenute al punto 5.1, ultimo periodo, che prevedono tra le figure professionali coinvolte oltre all’architetto anche la presenza dell’archeologo e di ingegneri,ognuno per le rispettive competenze, i quali devono dimostrare nel raggruppamento che li identifica la maturazione dei requisiti posseduti richiesti dal punto 7 lettera a) e b) del Disciplinare di Gara.

(Inserito in data 13.10.2020)


Richiesta quesito n° 10 – Prot. n° 0017137 del 07.10.2020

DOMANDA: In riferimento all’articolo "7 - REQUISlTl DI CAPACITÀ TECNICA E PROFESSIONALE RlCHlESTl” si chiede se il sottoscritto Mandante in Raggruppamento con più di 5 anni di abilitazione debba o meno possedere i requisiti richiesti al suddetto articolo in quota percentuale alla propria partecipazione oppure se possa partecipare ad una quota dello svolgimento del servizio senza possedere requisiti, posseduti complessivamente dal Raggruppamento o esclusivamente in capo alla Mandataria.

RISPOSTA: I requisiti di cui alla letteraa) del punto 7 del disciplinare di garadevono essere posseduti cumulativamente dal raggruppamento nel suo complesso, non necessariamente in quota percentuale alla propria partecipazione, ma ogni componente deve dimostrare di aver svoltoalmeno un servizio di architettura o d’ingegneria per le classi di opere richieste.ll mandatario in ogni caso deve possedere i requisiti richiesti in misura superiore rispetto a ciascuna delle mandanti. Per i raggruppamenti temporanei, il requisito di cui al punto b) del disciplinare di gara non è frazionabile (ognuno dei c.d. servizi di punta richiesti per la specifica classe e categoria dovrà essere stato svolto interamente da uno dei soggetti del raggruppamento – v. Parere ANAC n. 156 del 23/09/2015).

(Inserito in data 13.10.2020)


Richiesta quesito n° 11 – Prot. n° 0017222 del 08.10.2020

DOMANDA: Spett.le Stazione Appaltante,

inoltro alcune domande relative al concorso di progettazione:

1 - Che cosa si intende per "aree di riconfigurazione aree esterne"?

2 - Che cosa si intende per "aree di riordino aree esterne"?

3 - Nelle zone retinate come "aree di riordino aree esterne" è possibile intervenire rivedendo il sistema di rampe e dislivelli o è necessario mantenere quelli attuali?

4 - Nell'allegato 2.b.8 all'interno della zona "aree riordino aree esterne", il percorso che collega la biglietteria all'Antiquarium non è retinato, significa che deve essere mantenuto come è attualmente?

5 - Le altezze indicate nel Disciplinare di Gara per la ristrutturazione degli edifici e per la nuova costruzione del corpo servizi, sono intese al colmo della copertura o al netto degli ambienti interni?

6 - È possibile modificare la morfologia del terreno (le altimetrie) retrostante l'Antiquarium?

7 -L’ingresso deve essere collocato in prossimità della nuova biglietteria o va mantenuto l'esistente?

8 - È prevista la realizzazione di un nuovo parcheggio per i visitatori? Se sì, in quale posizione?

9 - I manufatti da riqualificare devono insistere sulla quota attuale di ciascun edificio?

10 - I nuovi edifici possono avere copertura piana?

11 - C'è una quota di riferimento per la costruzione del nuovo corpo servizi?

12 - È possibile avere delle fotografie degli esterni di ogni edificio da riqualificare?

Ringrazio e porgo distinti saluti.

RISPOSTA:

Punto 1: Nell’All. 4, la definizione “Aree di riconfigurazione aree esterne” indica le aree oggetto di sistemazione (viabilità, percorsi) in cui esistono già piccoli edifici che vanno riqualificati rifunzionalizzati.

Punto 2: Nell’All. 4, la definizione “Aree di riordino aree esterne” indica le aree in cui verranno realizzati in Corpo Servizi e l’Antiquarium.

Punto 3: E’ necessario mantenere i dislivelli esistenti. La zona corrisponde all’area pubblica dell’antica Tindari, sicuramente interessata da strutture e livelli archeologici (Appendice n. 3. Relazione archeologica) come confermano i saggi propedeutici alle indagini geognostiche condotti nel 2019 (Appendice n. 3. Relazione archeologica. Saggi 1 e 2, pp. 8-9, figg. 15-17). Potranno essere modificati la viabilità e i percorsi delle rampe senza alterare i dislivelli.

Punto 4:I percorsi potranno essere modificati senza alterare i dislivelli. Per le motivazioni si rimanda al punto 3.

Punto 5: Si rimanda alle risposte nn° 26 e 27 della Richiesta di quesito n° 2 prot. 0016524 del 30.09.2020;

Punto 6: Non è possibile modificare la morfologia del terreno e le altimetrie dietro l’Antiquarium.Per le motivazioni si rimanda al punto 3.

Punto 7: L’ingresso al sito potrà essere collocato in prossimità della nuova biglietteria prevista nel corpo servizi.

Punto 8: Si rimanda alla risposta n° 16 della Richiesta di quesito n° 2 prot. 0016524 del 30.09.2020;

Punto 9: I manufatti da riqualificare devono mantenere pressappoco la quota attuale di ciascun edificio, come già esposto ai punti 3, 4 e 6 senza modificare la morfologia del terreno. Nel DISA (p. 25) sono specificate il tipo di fondazione previste. Per gli edifici destinati a Servizi, localizzabili a Sud del decumano superiore, fra l’Antiquarium e la Basilica, sul terrapieno che attualmente ospita il corpo di guardia e i magazzini, dovranno essere realizzati ad una sola elevazione su fondazione a piastra al fine di non interferire con gli strati archeologici sottostanti. Per il corpo servizi, previsto nell’area della cd. “Fossa”, sarà possibile intervenire con fondazioni superficiali a trave rovescia e strutture in elevazione fino a tre livelli (in parte interrati) con piano di copertura al livello del piano di campagna in prossimità del cancello “antincendio”.

Si rappresenta che per la realizzazione degli interventi, tenuto conto dell’altissimo rischio archeologico dell’area, è indispensabile che tutti gli eventuali interventi di scavo siano eseguiti secondo le modalità previste dallo scavo archeologico fino a completa esplorazione delle evidenze archeologiche che potranno affiorare. Tutte le evidenze archeologiche, sia quelle già affioranti e visibili, sia quelle che potrebbero venire in luce durante gli interventi, non potranno in alcun modo essere danneggiate ma dovranno essere valorizzate e integrate nel progetto esecutivo in corso d’opera che potrebbe subire una variante rispetto a quello definitivo proposto.

Punto 10: Sì. I nuovi edifici possono avere la copertura piana.

Punto 11: No, si lascia libera scelta progettuale tenendo conto di quanto indicato al precedente punto 9;

Punto 12: Il materiale fotografico e grafico pubblicato si ritiene congruamente significativo per la conoscenza dei luoghi. Ulteriore documentazione fotografica potrà essere acquisita direttamente dall’eventuale sopralluogo, nelle aree oggetto di interesse, così come indicato al punto 11 del Disciplinare di Gara.

(Inserito in data 13.10.2020)



Richiesta quesito n° 12 – Prot. n°0017272 del 08.10.2020

DOMANDA: Richiesta chiarimenti sul punto 9.1.3. punto (3) BUSTA C - Versamento contributo ANAC.Si significa che il Disciplinare di Gara al punto 9.1.3. sottopunto (3) prevede il Versamento di un contributo pari ad € 35,00 a favore dell'Autorità Nazionale Anticorruzione. Come è noto I'art. 65 del Decreto rilancio n.34/2020, così come convertito nella Legge 17/07/2020 n.77 prevede che fino al 31 dicembre 2020 non si debba più versare alcun contributo sino al 31 dicembre 2020.

Si chiede pertanto di chiarire la discrasia riscontrata.

Grazie cordiali saluti.

RISPOSTA: Si, corretto. Si ringrazia per la segnalazione. Purtroppo il Disciplinare di Gara era stato predisposto prima dell’emergenza sanitaria per Covid-19, per la quale ha subito dei ritardi nell’avvio della gara in questione, per cui l’intervenuta norma ha modificato la disposizione segnalata durante la sua preparazione.Nella rilettura finale prima della pubblicazione del Bando di gara sarà sfuggita la relativa correzione. Pertanto si informano tutti i concorrenti che l’indicazione di cui al punto 3 della documentazione riguardante la Busta C, prescritta al punto 9.1.3 del Disciplinare di Gara, è soppressa.

(Inserito in data 13.10.2020)


Richiesta quesito n° 13 – Prot. n° 0017489 del 12.10.2020

1.       DOMANDA: Nell'area compresa tra il teatro e la basilica, decidendo di demolire gli attuali fabbricati indicati nell'allegato 7 è possibilericollocare le relative funzioni non nella stessa area di sedime degli edifici esistenti, ma (rispettando le prescrizioni relative alleattività di scavo nella suddetta area e le altezzemassime) in un'area dislocata indicativamente tra teatro e basilica, al fine di garantire una maggiore razionalità e funzionalitàdell'impianto?

RISPOSTA: I fabbricati da riqualificare dovranno mantenere pressappoco la quota e la posizione attuale senza modificare la morfologia del terreno. La zona fra il Teatro e la Basilica corrisponde all’area pubblica dell’antica Tindari, sicuramente interessata da strutture e livelli archeologici (Appendice n. 3. Relazione archeologica) come confermano i saggi propedeutici alle indagini geognostiche condotti nel 2019 (Appendice n. 3. Relazione archeologica. Saggi 1 e 2, pp. 8-9, figg. 15-17). Potranno essere modificati la viabilità e i percorsi delle rampe senza alterare i dislivelli. Si rappresenta che per la realizzazione di tutti interventi, tenuto conto dell’altissimo rischio archeologico dell’area, è indispensabile che tutti gli eventuali interventi di scavo siano eseguiti secondo le modalità previste dallo scavo archeologico fino a completa esplorazione delle evidenze archeologiche che potranno affiorare. Tutte le evidenze archeologiche, sia quelle già affioranti e visibili, sia quelle che potrebbero venire in luce durante gli interventi, non potranno in alcun modo essere danneggiate ma dovranno essere valorizzate e integrate nel progetto che potrebbe essere oggetto di variante.

 

2.       DOMANDA: Prevedendo la costruzione di un nuovo edificio nella localizzazione della cd Fossa, è possibile posizionarvi anche gli spazi necessari allo stoccaggio dei materiali teatrali e ai camerini degli attori (evitando quindi la dislocazione delle suddette funzioninell'edificio indicato dall'allegato 9), al fine di garantire la prossimità al teatro?

RISPOSTA: Vedi Risposta n° 20 della Richiesta quesito n° 2 – Prot. n° 0016524 del 30.09.2020. Altresì, un unico edificio che accorpasse troppe funzioni risulterebbe troppo invasivo e poco compatibile con il decoro del sito archeologico. Inoltre i camerini degli attori potrebbero essere spostati nel nuovo edificio localizzato nella c.da Fossa ma sarebbero troppo distanti dal Teatro e, quindi, poco funzionali per gli artisti.

(Inserito in data 20.10.2020)

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Richiesta quesito n° 14 – Prot. n° 0017670 del 13.10.2020

DOMANDA: Buongiorno, Pongo un quesito a partire da quanto il bando prescrive in merito alla composizione del gruppo di progettazione. Per come capisco il gruppo di progettazione non può variare nel passaggio tra la prima e seconda fase. Tuttavia chiedo se possano essere aggiunti consulenti e collaboratori nel passaggio suddetto. Cordialmente.

RISPOSTA: Si, è possibile. Fermo restando che anche nella Fase 1 siano presenti le figure previste al punto 5.1 del Disciplinare di Gara che devono persistere nella Fase 2.

(Inserito in data 20.10.2020)

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Richiesta quesito n° 15 – Prot. n° 0017677 del 13.10.2020

DOMANDA: Spett. le Stazione Appaltante, inoltro una domanda relativa al concorso di progettazione: E' possibile avere maggiori informazioni riguardanti la "cisterna antica" situata nei pressi dell'Antiquarium? Come sipresenta esternamente? E' possibile avere una foto di dettaglio? Distinti saluti.

RISPOSTA: La cisterna antica ipogeica presente dietro l’Antiquarium non è attualmente visibile, essa è sormontata dalla riconfigurazione del secolo scorso. In calce alla presente risposta si allega la foto dello stato di fatto.

(Inserito in data 20.10.2020)

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Richiesta quesito n° 16 – Prot. n° 0017820 del 14.10.2020

DOMANDA: Salve, con la qui presente si manifestano le difficoltà nel poter espletare la progettazione e il dialogo con i professionisti del gruppo, nonché il sopralluogo.Chiediamo gentilmente una proroga per la consegna degli elaborati della fase 1 di 30 giorni.ln attesa di un Suo gentile riscontro, porgo cordiali saluti,

RISPOSTA: Il finanziamento dell’intervento è legato a fondi comunitari che devono essere spesi entro termini rigidi, pena il non riconoscimento della spesa da parte degli enti di controllo. Tra l’altro l’emergenza sanitaria, unitamente ad altre problematiche procedurali, hanno fatto traslare nel tempo l’avvio della presente procedura, per cui non è consentito ulteriore il prolungamento dei termini.

(Inserito in data 20.10.2020)



Richiesta n° 17 - Prot. n° 0018129 del 19.10.2020

RICHIESTA: Perviene dall’O.I.C.E. – Associazione delle Organizzazioni di Ingegneria, di Architettura e di Consulenza Tecnica Economica la seguente richiesta, inoltrata per conoscenza all’A.N.A.C.:

Egregio Architetto,

in relazione alla gara in oggetto, sono pervenute da parte di nostri associati, interessati a partecipare al concorso in oggetto, segnalazioni in merito ad interpretazioni restrittive riguardo ai requisiti di capacità tecnica e professionale richiesti per la partecipazione al concorso.

Il disciplinare di gara al punto 7 richiede l'avvenuto espletamento, negli ultimi dieci anni, di servizi di ingegneria e architettura appartenenti alle classi e categorie E.13 e/o E.22 per gli importi meglio dettagliati nel disciplinare stesso.

Dalla lettura del disciplinare si evince, quindi, l'equivalenza tra i servizi in E.22 e quelli in E.13,anche perché quelli in E.22 hanno grado di complessità superiore (1,55) a quello dei servizi in E.13 (1,2).

E' stato posto il seguente quesito per chiarire l'equivalenza anche con le altre classi e categorie di edilizia aventi grado di complessità pari o superiore a 1,2:

(si omette per brevità il contenuto. Per la lettura si rimanda alla domanda e relativa risposta superiormente riportata nella “Richiesta quesito n° 9 – Prot. n° 0017080 del 07.10.2020”)

A nostro giudizio l'orientamento assunto non è in linea con le previsioni normative in quanto limita in maniera del tutto arbitraria la partecipazione alla procedura in oggetto disattendendo una precisa prescrizione normativa (art. 8 del D.M. 17.06.2016) e le indicazioni contenute nelle linee guida del!' Anac per i servizi di ingegneria e architettura.

Si chiede, pertanto, di pubblicare una integrazione al disciplinare di gara che evidenzi l'equivalenza delle classi e categorie dell'edilizia, così come previsto dalle norme, e di spostare il termine per la consegna degli elaborati di prima fase di almeno 15 giorni in modo da consentire ai potenziali concorrenti, esclusi per l'interpretazione restrittiva pubblicata, di partecipare al concorso.

Confidando nella piena collaborazione, La ringrazio per l'attenzione e rimango in attesa di un cortese riscontro, invio cordiali saluti.

Il Presidente.

RISPOSTA: Indirizzata all’O.I.C.E e per conoscenza all’A.N.A.C. – Prot. n° 0018291 del 20.10.2020:

            In riferimento alla richiesta a riscontro concernente l’oggetto si rappresenta che il concorso è riferito ad una progettazione da eseguirsi in un sito archeologico di notevole interesse la cui recente elevazione a “parco diffuso”, avvenuta con Decreto 11.04.2019 pubblicato in G.U.R.S. n° 28 del 14.06.2019, fa assumere al Parco Archeologico di “Tyndaris” insieme ad altre emergenze archeologiche del comprensorio la valenza di Istituto di rango superiore nel sistema regionale dei beni culturali siciliani, in quanto dotato di autonomia scientifica e di ricerca, organizzativa, amministrativa e finanziaria tese alla massima espressione nella sua fruibilità per scopi scientifici, sociali, economici e turistici.

            Nel merito la progettazione riferita al concorso in oggetto ha lo scopo di realizzare dei nuovi volumi edilizi a servizio delle attività da svolgere nel sito in questione, i quali devo essere inseriti nel contesto archeologico con dovuta cautela imposta dalla normativa di riferimento.

            Orbene, nel contemperare le scelte riguardanti la preferenza dei parametri di capacità tecnica da richiedere ai partecipanti al concorso, affinché la loro proposta progettuale risultasse idonea alla sensibilità che il luogo impone, si sono valutate le singole categorie delle opere “Edilizia” della tabella Z-1 allegata al D.M. 17.06.2016 riguardante la classificazione dei servizi per destinazione funzionale. Tale categoria è differenziata in otto destinazioni funzionali di cui solo cinque hanno la classificazione delle opere con grado di complessità uguale alla E.13, cioè pari ad 1,20, oltre alla E.22 che essendo superiore è stata comunque inclusa nella scelta operata, in quanto classe di opera consona per “destinazione funzionale” alla sensibilità progettuale che il luogo richiede, classificandosi quindi come scelta “estensiva” la stessa predispone di conseguenza all’incremento della partecipazione di concorrenti.

            Le restanti sottostanti cinque “Destinazioni Funzionali” della categoria “Edilizia” desunte dalla tabella sopra richiamata, aventi grado di complessità pari alla classe E.13 sono:

1.     Industria Alberghiera, Turismo e Commercio e Servizi per la Mobilità;

2.     Residenza;

3.     Sanità, Istruzione, Ricerca;

4.     Sedi amministrative giudiziarie, delle forze dell'ordine;

5.     Arredi, Forniture, Aree esterne pertinenziali allestite.

            Appare di tutta evidenza che la progettazione di tali “Destinazioni Funzionali” non risultano aderenti alla funzione (Cultura) che deve essere svolta nel sito archeologico in questione, per cui a giudizio della Stazione Appaltante le stesse non garantiscono la capacità tecnica acquisita sufficiente per affrontare il caso in specie, in quanto carenti della specifica sensibilità progettuale necessaria che l’argomento richiede. Per cui, a tutela dell’intervento da proporre per un confacente inserimento di nuovi volumi edilizi nel sito archeologico in argomento, la scelta della capacità tecnica professionale posseduta dai partecipanti è ricaduta unicamente su quelle afferenti le categorie E.13 ed E.22.

            Ciò costituisce un profilo di tutela che garantisce la qualità progettuale da esercitare in rispetto delle emergenze archeologiche presenti nel luogo. In quanto a giudizio della Stazione Appaltante solo le classi “ID Opere E.13 ed E.22” garantiscono la specificità richiesta dal sito dove si deve esercitare l’attività progettuale, essendo l’area d’intervento soggetta alle disposizioni del D.Lgs. 42/2004 e ss.mm.ii.. Per cui le professionalità concorrenti possono essere ammesse alla progettualità richiesta solo se oltre ad offrire le garanzie contenute al punto 5.1, ultimo periodo, del Disciplinare di Gara (che prevede tra le figure professionali coinvolte oltre all’architetto anche la presenza dell’archeologo e di ingegneri, ognuno per le rispettive competenze), possono dimostrare che il raggruppamento che li identifica abbia maturato il possesso dei requisiti richiesti dal punto 7 lettera a) e b) del Disciplinare di Gara.

            Ciò non costituisce, come sostenuto, un arbitrio o interpretazione restrittiva riguardo alla ragionevole scelta dei requisiti di capacità tecnica e professionale richiesti per la partecipazione al concorso, ma rientra nel margine di discrezionalità adottato dalla Stazione Appaltante proporzionata in caso di tutela, per un intervento in un sito archeologico come quello in questione, così come riportato nel passo della sezione “Ritenuto in diritto” del Parere ANAC n° 46 del 10.03.2011, laddove viene ricordato: (…)Al riguardo, si deve considerare che la stazione appaltante vanta un apprezzabile margine di discrezionalità nel chiedere requisiti di capacità economica, finanziaria e tecnica ulteriori e più severi rispetto a quelli indicati nella disciplina richiamata, con il limite del rispetto dei principi di proporzionalità e ragionevolezza; (…) (Cons. Stato, Sez. V, 8 settembre 2008, n. 3083; Cons. Stato, Sez. VI, 23 luglio 2008, n. 3655).”, e poi più avanti nello stesso parere: “Tuttavia, è ammissibile fissare nel bando di gara requisiti (non tipologicamente ulteriori, ma) più stringenti sul piano quantitativo rispetto a quelli previsti nell’elencazione legislativa (Cons. Stato, Sez. V, 7 aprile 2006, n. 1878), purché siano rispettati i citati limiti della ragionevolezza e della proporzionalità. In sostanza, è necessario che la discrezionalità della stazione appaltante nella fissazione dei requisiti sia esercitata in modo tale da non correre il rischio di restringere in modo ingiustificato lo spettro dei potenziali concorrenti o di realizzare effetti discriminatori tra gli stessi, in linea con quanto stabilito dall’art. 44, par. 2 della direttiva 2004/18/CE secondo il quale i livelli minimi di capacità richiesti per un determinato appalto devono essere connessi e proporzionati all’oggetto dell’appalto stesso.”, a tale riguardo si evidenzia che la scelta operata tende a soddisfare l’allargamento dello spettro dei potenziali concorrenti, sia per la versatilità costituita dalla classe “ID Opere E.13” che garantisce un’adeguata numerosità dei professionisti ad essa appartenenti, vieppiù aumentata dell’inclusione aggiuntiva, come sopra motivato, della Classe “ID Opere E.22” la quale predispone all’incremento della partecipazione di ulteriori concorrenti e quindi allargarne la concorrenza (favor partecipationis).

            Ad abundantiam, desunti da consolidata giurisprudenza si riportano i dispositivi di sentenze in merito all’argomento che dimostrano congruamente quanto sopra sostenuto:

TAR Bologna, 08.11.2016 n. 917

(…) In linea preliminare, si ricorda che “le stazioni appaltanti hanno il potere di fissare nella lex specialis parametri di capacità tecnica dei partecipanti e requisiti soggettivi specifici di partecipazione attraverso l’esercizio di un’ampia discrezionalità, fatti salvi i limiti imposti dai principi di ragionevolezza e proporzionalità, i quali consentono il sindacato giurisdizionale sull’idoneità ed adeguatezza delle clausole del bando rispetto alla tipologia e all’oggetto dello specifico appalto. In definitiva, in sede di predisposizione della lex specialis di gara d’appalto, l’Amministrazione è legittimata ad introdurre disposizioni atte a limitare la platea dei concorrenti onde consentire la partecipazione alla gara stessa di soggetti particolarmente qualificati, specie per ciò che attiene al possesso di requisiti di capacità tecnica e finanziaria, tutte le volte in cui tale scelta non sia eccessivamente quanto irragionevolmente limitativa della concorrenza, in quanto correttamente esercitata attraverso la previsione di requisiti pertinenti e congrui rispetto allo scopo perseguito (T.A.R. Campania, Napoli, sez. V, 3 maggio 2016 n. 2185; Cons. di St., sez. V, 23 settembre 2015, n. 4440; T.A.R. Lazio, Roma, sez. II, 2 settembre 2015, n. 11008).

Per giurisprudenza costante, nel settore degli appalti pubblici, le valutazioni tecniche della stazione appaltante, in quanto espressione di discrezionalità tecnica, sono sottratte al sindacato di legittimità del giudice amministrativo, salvo che non siano manifestamente illogiche, irrazionali, irragionevoli, arbitrarie ovvero fondate su di un altrettanto palese e manifesto travisamento dei fatti (cfr., C.S. Sez. V, 17.7.2014, n. 3769).

Ciò non è riscontrabile nella fattispecie.

L’esteso margine di discrezionalità di cui beneficia la stazione appaltante connota una serie di elementi: non solo i parametri a cui agganciare la capacità tecnica delle imprese partecipanti, ma anche la ……………………………….., ovvero all’elemento tecnico (nel caso di prestazione particolarmente complessa). L’unico limite è quello della proporzionalità e della ragionevolezza che deve guidare la stazione appaltante nell’individuazione di un giusto equilibrio tale da non svilire sensibilmente o completamente l’uno o l’altro dei diversi parametri (cfr. Cons. St., sez. V, 18 giugno 2015, n. 3121; Cons. St., sez. III, 21 gennaio 2015, n. 205).

Ciò posto,il concreto esercizio di tale discrezionalità rientra nel sindacato di legittimità solo allorquando risulti, in concreto, manifestamente illogico, arbitrario, sproporzionato, irragionevole o irrazionale rispetto all’oggetto dell’affidamento, nonché evidentemente ed ingiustificatamente restrittivo della concorrenza” (T.A.R. Puglia, Lecce, sez. III, 17 settembre 2015, n. 2815).

TAR Venezia, 18.02.2020 n. 169

(…) E’ stato, altresì, precisato che le valutazioni tecniche, incluse quelle che riguardano la determinazione della base d’asta, in quanto espressione di discrezionalità tecnica, sono sottratte al sindacato di legittimità del giudice amministrativo, salvo che non siano manifestamente illogiche, irrazionali, irragionevoli, arbitrarie ovvero fondate su di un altrettanto palese e manifesto travisamento dei fatti, ………………, che non evidenziano alcun manifesto errore logico o di ragionevolezza e che, comunque, non dimostrano un’impossibilità oggettiva, a carico di ogni potenziale concorrente, di presentare un’offerta, ma dimostrano semplicemente l’impossibilità soltanto per l’attuale ricorrente, di presentare un’offerta, il che è irrilevante ai fini della valutazione della legittimità della procedura di gara (Consiglio di Stato sez. V, 22/10/2018, n. 6006). (…)

Alla luce delle suesposte considerazioni, ritenuto che le clausole della lex specialis impugnate dalla ricorrente non siano tali da impedire oggettivamente e indistintamente a tutti i potenziali concorrenti una corretta e consapevole formulazione dell’offerta, evidenziando al più una mera difficoltà soggettiva, in capo all’odierna ricorrente, di formulare un’offerta competitiva, il ricorso deve essere respinto.

Consiglio di Stato, sez. III, 13.01.2020 n. 284

(…) Né siffatta interpretazione contrasta con il principio di massima concorrenzialità, atteso che la stazione appaltante gode di massima discrezionalità nella scelta dei requisiti di capacità dei concorrenti che intende selezionare, col solo limite di non eccedere dall’oggetto dell’appalto per tipologia e caratteristiche (Consiglio di Stato sez. V, 22/01/2015, n. 259; Sez. IV, 04/06/2013, n. 3081).

 

(Inserito in data  20.10.2020)